Contusioni emotive

Da dove sgorgano incastri

Li travisiamo

Per fluttuanti dolcezze

Nei perenni primordi

Del fogliare pigro,

Pre primaverile.

Il mio respiro formicola

Lastricato dalla tua geometria

Si schiude in me

Come il grano verde acceso

Dove passeggiano cervi

Senza farsi troppe domande

Perché la caccia è chiusa

Apriti sesamo, spargiti polline

La stanza dei tesori incompiuti

Dei bisogni incongruenti

Strarnuti e niente più

Il filo conduttore lascia una frequenza residua

Basta chiudere gli occhi e fidarsi

Rifare il rocchetto

Ma se non credi nella via d’uscita

Come farai a rientrare in me

Rimarrei un’evocazione iridescente

Spettinata dallo sconforto della distanza

Sbattere a destra e manca

Piuttosto che prendere fiato

E fare i passi dovuti

Verso l’esigenza costruttiva

La strada che mi hai propinato

Come sostanza salvatrice unica

Che si può diffamare senza paura di ritorsione

Dev’essere pur valida

Tu che te ne passeggi senza pensiero alcuno

Posso essere il tuo sassolino nella scarpa

Un morbido fastidio per le

Monotone giornate

Remunerate e profumate

Nel paradiso morale

Dell’occhio del ciclone

Separare per conquistare

Un passo per volta

Calma e movimento

Pace e violenza

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