La vita non pubblicata
Non ti fissa
Non pretende risultati
Solo anonimato
E solitudine.
Lontano dalle ambizioni
Che sostituiscono stelle del nord,
Dove si calpesta tutt’altra materia.
Non avevo coraggio di guardare
Ma sentivo
Sotto i piedi,
Nelle orecchie,
Le lumache schiacciate sul selciato
Povere lumachine.
Quanto era divertente pestarle
Tempo fa
Adesso il tempo è dalla mia parte,
Evito, a costo di arrivare tardi
Zig zag e sti cazzi.
Più che campione
Sono diventato una coppa
Pronta a vini altruisti
Rare annate.
Infatti la gola è arsa
Leggo distrattamente l’etichetta
Mi stringo all’identità
Come fosse dolore
Poi digito frammenti
Di meditazioni spezzate
In flusso e continuità.
Nonostante sia ora schiacciato sulla sedia
Mi sento meno pesante
Piacevolmente leggero, quasi sollevato
Perché la carta è lontana da questi delitti
Tempo di ripensare c’è
Perché questo media è tutto a matita
Distruggere e ricreare mondi è ancora facile
Cancellare, anche il minimo dettaglio
Che so, una virgola
Rincorrendo il chissà cosa
Per non farmi rincorrere a mia volta
A capofitto in un’esplorazione feroce
Una testa scomposta, scollegata
Fatta per la ripetizione,
Moderatamente tragica
E molto attraente
Come la gravità di un buco nero
Altro che chimica
Tu sei una miccia
T’inseguirò perché ho la capacità di capire
Il tremendo peso della responsabilità
Che mi tiene pazientemente insonne
Ma comunicare veramente è diventato difficile
Abbiamo perso l’iniziativa.
Se la comunione è un esercizio
Mi hai permesso già troppo
Così quando supero la soglia del dolore
Brucia la candela votiva,
Ed Il giorno rimane amaro
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