Vorrei stappare
Il cervello umano
Come una bottiglia di bollicine
Siii, con una sciabolata
Mirabolante
E berne la saggezza
Come un ossobuco.
Bandiere a scacchi
Io, trionfante
Stracciando le correnti neurali inutili
Le fisime del geloso
Doppiate e umiliate!
Ho FEDE:
Se oro è controtendenza
L’opera maestra
Distrugge gli illusori
Le trite ’epiche del furbo eroe
Trasmuterebbero lo stoico squattrinato
La personalità limitata in un bacino più capiente
Un conto in banca da padrone
Credito senza limiti
Come un mirino laser
Altro che sciabola
Sicuramente lamento un calore
Ed assomiglia però ad un ‘stai al posto tuo’
Nel tuo spazio allocato
E soprattutto,
Non provare dolore.
Sara Dio a travasarti,
Quelli che credono in te
Ma non è detto che succeda
Se, e solo se si ricorderanno di andare in terrazzo
Non li biasimo
Il terrazzo infestato di zanzare
Manco l’acqua tra un po’.
Ma non ho mai avuto radici più forti
Che in questa aridità
Se solo ci fosse spazio, DENTRO casa
Per un vaso più capiente.
Ogni età è buona per capire
Che le università
Sono fabbriche di vasi,
Ma perdo il filo
Si diceva delle ali di gallina
Come il cervello umano:
Ce lo abbiamo
Per fare polvere sbattendo le ali.
Di chi sono quindi i pollai?
Carne bianca-stesso sapore
Niente più stupore
Stiracchiamenti ipocondriaci
Niente di straordinario
Eppure dal vaso
Tracimo spesso
Come le troppe strade percorse a metà
Non carne ma anche non pesce
E forse per questo me lo tengo stretto
Voglio solo alzarmi di qualche centimetro.
Obbedendo credevo di essere autentico
L’autenticità inganna
Ti incasella,
Pestando i piedi al prossimo
Eppure mi amavano,
Si, ma al posto mio e a fare il giusto.
Ma la giustizia è un algoritmo
E la vita è il tuo feed,
Inesorabile come la morte,
Aggrappati ad un cavo parallelo
Lontano dal concupimento ossessivo
Poterne esplodere la verità
In un manuale di neurologia
Con informazioni seriali
Su cui essere esaminati
Oh merda
Mi viene il mal di mare.
Quando sei costretto all’angolo
Meglio stare in silenzio
E aspettare l’acqua
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