Ad un certo punto del percorso della nostra vita, ci verrà recitato l’adagio: il problema non sono gli altri, il problema risiede dentro di noi. Il primo grave errore è non prendere posizione, non verificare. I sistemi di controllo sono sicuramente congeniti, in ogni singolo essere umano; multiformi croci rosse su cui sparare, dove l’oppressore ti dona felicità sadica, a livello introspettivo, ti inganna. Più ci si avvicina ad un barlume di verità, più la corrente aumenta, rendendo la navigazione-la comprensione, impossibile. Cercare una soluzione perpetua è sempre stata per me uno specchietto per allodole, che tanti ha portato all’oblio; per oblio intento falsa introspezione.

La conoscenza ti renderà libero: secondo sbaglio. Più si impara, più si viene indottrinati; paradigmi cristallizzati che daranno lo stesso risultato, calcolabile e sfruttabile per qualsivoglia fine. L’utilizzo generale di metafore porta purtroppo solo a parziali rivelazioni, utili a fini limitati; in poche battute ci si adagerà a parole, comode, come scarpe da ginnastica. Ma i nostri piedi esistono da molto di più. Qualunque diramazione possa avere questa metafora, non possono essere accusate le sole invenzioni. Il veleno a piccole dosi fortifica. 

L’esistenza umana è una chimera costruita su millenni di violenza ed indifferenza delle architetture interne all’essere umano. Le fondamenta dell’umanità del giorno d’oggi ben salde su sangue, madri stuprate di bambini sgozzati. Chiunque ti dica altrimenti mente; Quindi scendere nella cripta, portare alla luce la verità non è un processo di alta vibrazione, ma di lutto, ed è un processo NECESSARIO.

Poi mi posso sicuramente bere una Coca Cola e confondere il mio stato di veglia con l’effetto della caffeina. All’apparenza non c’è nulla di male, adottare il sistema. Non c’è nulla di male a pensare di avere ragione. Dopo la master class istituzionale di dominio e paura impartita nelle nostre infanzie e gioventù, la cosa più semplice è approfittare della ragione-per merito o torto, esercitata dalla propaganda vigente. Queste propagande, oso chiamarle “classiche”, rimangono invisibili alla maggior parte degli individui, che finiscono credere propri massimi ideali che pensa di aver scelto tramite libero arbitrio.

Le istituzioni fanno di tutto per farci dimenticare, cancellare, fare tabula rasa di massa, vogliono rimpiazzare le memorie dei nostri avi, con altre memorie, di eroi, traditori, condottieri, capi d’industria, nemici pubblici-più opportune per il dominio. Ci siamo dimenticati, del dolore, della nostra origine, dei sacrifici dei nostri avi. La memoria è un muscolo che crea cultura, ma occorre capire bene che spesso il più prepotente ne esercita la forza. Le guerre finiscono, e siamo legittimati a dimenticare il dolore, ignorare l’amarezza dei pochi vincitori, e i torti subiti dai vinti. Senza quindi imparare nulla, finiamo dritti nelle fauci dei mercanti di armi, mentre ci infarinano per un altro giro di boa.

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