–

–

Questa raccolta di poesie demmerda sono lo specchio della mia rabbia, della mia frustrazione e anche del mistero della vita e il suo splendente vizio. Composte e scomposte e ricomposte tra 2021-2024 a partire dal ritorno in Italia, a Bologna. La dedico agli amici bolognesi che mi mancano, ed a mia sorella cui voglio un mare di bene.

–

–

Le mosche si accoppiano
Sui miei capelli
Cerco di non pensare,
Magari le disturbo

–

–

Preso dal destino
Sogno invano
Un travaglio ossessivo
Mi attrezzo di panico
Come un macigno in coma
Poi denso
Scende il grandiloquio
Nebula,
Dove i demoni si affilano i denti
E nel pane si ritrova il veleno
E negli amici si insidia il pericolo.
La vanità del convivialismo
Come un cane alluvionato
Mi lascio trasportare
Dalla dolcezza

–

–

Phone Smart

Diecimila passi poi
Tre ore e venti sui social
Domani ho saltato oggi
Potrei altro
Ma fermo come un palo
Mi faccio pisciare addosso

–

–

Stavi al valico,
Per il tramonto dello spirito,
Quel momento, rimasto sulle cime,
Ti ricordi?
La neve nelle vene,
Le contraddizioni,
Il fiato, sprecato.
Mentre ti inondi
Di menzogne
Come un’abbuffata,
Ubriaco di pessime idee,
Dal basso,
La valanga di vomito.
Fertilizzi valle,
Come sale a Cartagine

–

–

Invisibili profanità
Trasparenti
Incoscienti, ingenue, volubili
Elusioni nostre
Ci determinano.
Al decorrere degli ostacoli,
Coltelli-
Mai pane
Recidono il brusio dalla fame,
Elogiano i desideri degli illusi

–

–

Nuvole tossiche
Rimproveri inquinati,
Ad intasare il filtro
Già sporco,
Per il motore delle mie collere.
Contraccolpi-
I miei passati;
Come buche in motorino
Distratto le rievoco
Le rivivo
Col fiato sul collo
Costeggio casi particolari-
Ero sempre due passi indietro
Si
Sempre ad un passo dalla realtà

–

–

Ombre,
Rimaniamo
Ombre,
Lunari,
Sopraffine.

–

–

Questo ridicolo sasso,
Il Pianeta terra
In un’imperdibile partita-
Scontro all’ultima molecola
Attraverso moti d’incoscienza.
Assi nelle maniche!
BUM! -colpi bassi.
Noi ci guardiamo le mani
Pensiamo di poter incidere destino
Con una scommessa.
Il mondo non deluderà
Qualcosa rimane sempre,
Sicuro-
Grano marcio e verminoso
Anche campi di ortiche e cardi.
Venite gente!
Date un prezzo
Alle erbacce delle vite altrui-
Alla vana speranza
Sotto le capriate,
È una casa o una chiesa?
E quanti passi, danze.
Vestiti così vicini alle candele
Scampati i disastri
Per un pelo
Al contrario-
Tutto di guadagnato
E allora come si libera
La quercia
Dall’edera che la strangola
Se non con una buona intenzione?

–

–

Spazi scavati a pieni polmoni
Respiro le profondità della solitudine
Non servono parole
Poi voi fate come volete:
Studiate, versate nel sangue
Promesse;
Resistete alle centrifughe,
Ai modelli
Evitate le mine
Coordinate, rotte, impegni,
Seduti sulla diligenza
Frusta e cavallo.
Il mio impegno, zoppica-
Come conoscere la logica
Di questo desiderio di morte,
Ripicca impervia?
Un filo di Arianna,
Indigesto ai miei dendriti.
Chi ha battuto questa scultura orrenda?
Chi a colpi serrati
Plasma l’ineluttabile?

–

–

Le pupille aperte
A favore della sete
Si affacciano al silenzio
Col lusso della gioventù

Che come mani cieche
Per redimersi
Corteggiano tre carte
Dopo cento passi falsi

In cerca del tesoro che non esiste
Da ascoltare con gli occhi
X e mappe fittizie
Mistificazione dolosa

Fai qualcosa che non hai più fatto
Prendi coraggio,
Qualcosa di INTELLIGENTE:
Amati

–

–

Gloria telepatica

In un altro deserto
Il silenzio muore
Dune stanche
Accarezzano le frequenze
Di miraggi
E delusioni
Aspetto il tramonto
Nell’oasi della follia

–

–

L’enigma del trasporto

Al riparo dal successo,
Lacrime inutili.
Penso al risparmio
Memorabilmente poco sobrio

Mi autocensuro
Va bene
Meglio che non rispondo
Lacune lancinanti
Ombre perfette
Sui miei difetti

Di alti pioppi
E rotonde in bassa
Alba grigia
Marcia gratta
Precedenze perse

Perdo anche l’insieme,
Il contatto
Assaporo le coincidenze
Ma sento puzza di frizione
L’occhio rallenta.

La percezione mai atto creativo
In essenza
Solo un veicolo
Verso la casa dell’esperienza
Il tettuccio dell’anima
Sintonizzata e in ascolto

–

–

Questo Sole
Anarchico
Fa diventare la mattina pomeriggio
Brilla, tra le mie dita
Come acqua nel vino
Tocco i suoi raggi spezzati
La sua spiritualità trasversale,
Inebriante
Sposerò la causa!
Il suo magnetismo sociopatico
Schema a piramide
Suoni d’utopia.
Finita la bottiglia,
Torno sedimento
Al setaccio i culti miopi
Auto castrazione- figurata chiaro,
Trovo la fresca scorciatoia mentale
Per economia cognitiva
A soprassedere l’evidente mia sete
Di un qualsiasi labirinto post-classico
Superfluo
Come di scansioni logiche fallate
Deformanti
Imbevute di pigrizia psichica
Tante privilegiate seghe mentali.
Sono d’accordo
Il nemico è dentro.
Vista la scarsità di approvvigionamento emotivo
Come un bene immobile
Sceglierò
Una buona madre
Un uomo che sa cacciare
Una responsabilità verso la coerenza

–

–

Ombre pure

Approfitto dei tuoi occhi
Trampolino per sogni
In piena veglia
Se le correnti si annodano
Chiudo i rubinetti
Serpenti intrecciati
Come camere d’aria
Ampi saloni
Ascolto dalle vetrate-
Attenzione selettiva
Tue le sintonie guaste.
Prova inconfutabile
Dietro il quadro
La firma.
Non basta più
Essere come sei:

  1. Zona grigia
  2. Presentimento sinestetico
  3. Armatura vuota

–

–

Torture della provincialità

O si scappa o si tatua la propria città
Ci si arrende alla forza centrifuga
Il piacere altrove o l’orgoglio di essere barista
Vela e ancora
Sono le cose che non diamo per scontato
Quelle che ci attirano
Matematicamente umano quindi
Partire per il giardino del vicino
E tutti vogliono scappare mentre io torno
Controcorrente corro
La mia chimera- opposta
L’essenza del miraggio
Dove sono ancora bambino
Madre mia che figura di merda
E per amarmi posso cadere così in basso
Ma il basso anche lui illusione
Quindi nulla da invidiare a nessuno
E se Nessuno dovesse lamentarsi
Per il suo nulla,
Potrei prestigiare retoricamente:
“Questa è manomissione istituzionale;
Noi germogli cresciuti
Per essere cotti al vapore”
Sfumati i confini padella/padrone
Non possiamo cambiare
La nostra natura.
È un gioco multinazionale-
Comunque dottrina effimera
A riduzione:
Cani che si mordono la coda
Il non ritorno perpetuo

–

–

Grazie agli anemoni

Sfugge,
Involonaria,
La smania
Del tetto
Sulla testa
Paradosso
Colpevole
Il cielo vostro
Le stelle nella notte
L’inverno nelle ossa
L’animo salvo

–

–

Bisogno di perdere
Voglia di torture
Viola shocking
Portali
Sillabe
Contorsionismo
Ali spezzate
Mai servite

–

–

Troppo veloce il tempo per annotare
Strutture che emergono per poi affondare
Mi riprometto di non dimenticare, la massima
Ma la giornata incalza,
L’accelerazione supera l’ispirazione
Dovevo fregarmene di tutto
Per il bene di tutti gli esseri
Passare col rosso
E nero su bianco
Inchiostrare la magia

–

–

Sforzo insonne
Caldo sotto la coperta

Estremità esposte
Corpo incomodo

Plagio i pensieri
Imito istruzioni inesistenti

Apprezzo la mia calma
Purtroppo non servirà

La ressa di rimorsi
Ricalca le solite scie

Un solco nel sole
Dell’impotenza

Eventualmente mi alzo
Oggi va bene senza

–

–

Filicudi

Lavoro di fiato
Convesso al silenzio
Estivo, sottomarino

Reti accantonate
Sbrindellate
Pronti a lasciare il porto

Guardo le alghe
Scorrono gli occhi
Verso il fondo

Mastico le mou,
quelle morbide
Follicoli all’erta

Ali marine
Pesci volanti
Salsedine
Aliscafo la mattina

–

–

Copie di cuore

Apriti terra
Aspartame palliativo
Zucchero per le nostre vene.
Mentre cerco di spurgare
La mia viziatura snob-
Metastasi sullo stecchino masticato
Di un cremino algida, ecco-
Parassiti rampicanti,
Senza radici, mi
Mi alienano.


Spente le luci fuori
Albori di aurora
Mi accompagnano
Dentro la base

–

–

Buone azioni
E buone intenzioni
Stasi e momenti lucidi
Fratture scomposte
Passeggiata e fraintendimenti
Scomode versioni dei fatti
Dovevo darmi il limite da solo
Ma frattaliche sirene mi sconfinano
E neanche siamo in cima
Mattoni di alberi
Carta da parati che respira
Capelli bagnati
Sillabe incomprensibili
Corpi caldi
Immersi nel paesaggio
Che tutto riappacifica

–

–

Scivolare in difesa
Di larghe vedute
Caduta libera
A pochi metri dalla fiducia-
Meritata promozione sul campo.
A riflettori spenti
Idee fioche
Cortina di nebbia.
Nuove epoche
Libere di esprimersi.
Adesso, le tue battaglie,
Sceglile.
Indice opponibile,
Pollice?
Rimasti solo noi,
Smezziamo l’ultima fetta
Con fretta asimmetrica-
Tangente cognitiva.
A chi spetta
La più grande-
Fregatura?

–

–

Esperimento Sociale
Post Video
Doping Collaudato
Conoscenza in vitro
A portata di mano
Prestigio digitale.
Così, la goccia trabocca

Fissione nucleare
Sentimenti tersi
Stringo i lamenti
L’aria separa i nostri silenzi
Ma i pensieri si incollano
Come carta moschicida;
Finalmente mi invidio

Piangere-
Per i forti.
Verso il latte.
Biscotti, colazione.
Giornali sporchi-
Carte false
Programmazione fissa
Punti di vista mobili
Opinioni pubbliche
Bare per gli insensibili
Esco tardi
Ma spacco il minuto;
Finalmente invidio me stesso

Per non aver venduto nulla di così importante
Come la fame
Che si perde comprando la conformità
Invidio tutto me stesso
Nonostante ancora mi perda in un bicchiere d’acqua
E come litigando con le mie stringhe
Dopo l’ansia d’inciampare
Ho perso qualche
Importante battaglia
Ma la mia fonte,
Inesauribile dubbio,
Rimane pura
Si, mi invidio

–

–

Livello cellulare

Antidoto-
Concetto obsoleto
Stretto al collo
Mano pesante
Questo Antidoto
-Clickbait-
Antidoto-
I tuoi dubbi sono miracoli:
Risuonano inquieti
Campane agghiaccianti
Diffraggono, riflettono, proiettano,
Sospettano, infrangono, dimettono,
La santa alternativa
Laghi di lamiera.
Lasciamoci,
Un bilancio in allegato,
Eterni desideri
In cattività

–

–

Restauratore di
Memorie
Nei dettagli mi perdo
A stento accedo Il bagliore
Ma la strada
Se fosse una strada
La percorrerei
Buche pericolose
Più come
Salti nel buio
Luce dei miei occhi
Frammentata
Scomposta
Tocca a me
Calmarti

–

–

Quando avrò
Qualcosa da dire
Senza farti sbadigliare
Quando riuscirò a trovare
Qualcuno da convincere
Senza fissa dimora
A dare nell’occhio
Non plausibile oltraggio,
Bisturi dal macellaio
Matita dal notaio
Pioggia in falegnameria,
Ma scheggia impazzita

–

–

Roma è generosa cosi
Ampi spazi aperti
Fiore di loto
Per immigrati senzatetto
Piazza Mancini a mezzogiorno
Bottiglie di Peroni vuote
Ubriacone sdraiato
Sotto l’ombra di un platano
Sarà vivo?
Questo patrimonio di dolore
È verde acqua
Ai confini del miracolo
Orme di paura,
Istinti assassini.
Testamento effimero
Paesaggio nel tempo

–

–

Barlumi di pazienza
Urgenze di popolarità
Finalmente fuochi fatui
Sprofondo nello snob
Record di incassi
Per me spicci e stracci
Ma nessuno sa
Meglio che nessun sappia
La mia vertigine
L’iride, la voragine
Non più dilemma
Non più punto e a capo
Le anime perse
Chiamate dal cimitero immortale
Per un’imperdonabile svista.
La carta non finirà Pavoneggio
Finché la mia fiamma brucia

–

–

Limpida burbuglia
Anidride e sale
Buco nella maglia
Arancione e chimica
Filastrocche nere
Sussurri acerbi
Arrivo ai cancelli
Della mia cinica mente

–

–

In un’altra dimensione
linguaggio forte,
Subliminale e mitologico-
Quasi concreto.
Alterante-
Pressione sonora
Evoca
Il segugio infernale
Olfatto meticoloso
Distinguo
Zolfo
Cinabro
Mercurio
Lugubri presagi
Musicali
Passi verso l’ignoto
Passi nelle mie viscere scoreggione

–

–

Copyright ©️ Curzio Aloisi

Rispondi

Scopri di più da Curzio_A

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere