Voglio sopravvolare
All’ennesima potenza
Un controllo del respiro
Un controllo delle passioni-
Le briglie sul controllo stesso.
Finalmente qui:
Il paradiso degli infermi,
Una cava di marmo
Attiva dal 1400
Ma il suo erede gira in Panda.
Io i ricchi non li capisco
Il loro Jet privato
Un frustino sulla mia pochezza
Che in barba al dovrei aver imparato
Non riesco a mappare.
La grandiosità che muove il mondo
Mi implode l’anima, continuamente.
Montagne stuprate
Estrazione di sfarzo e lusso,
Che formichine del cazzo
Operano ruspe giganti.
L’impresa smuove il benefattore
O più le tasse da pagare
Illuso io
Che mi credo su questo piano,
Che i miei possedimenti possano avere lo stesso valore,
Che una canzone sia più importante.
E qui un fiato di comprensione
Non riuscirò forse a mappare le LORO montagne stuprate
Ma posso ridimensionare la mia eco,
Ecco il controllo!
Il mio orgoglio correlato alla mia invidia:
I sassi valgono di più, punto e a capo.
Allora cosa devo fare per stuprare le MIE montagne
Fare a fette il MIO cervello
Spremere fuori qualcosa che abbia finalmente valore,
Analogo e/o relativo.
Se non è questa fede,
Credersi senza strumenti per distruggersi.
Ma poi arriva la cava
E da sola ti insegna
I tesori tutti
Tutti!
Corri, corri vena matta
Nel profondo te stesso
Il nervo che trapana
Su filo diamantato
A cuore nudo sei arrivato in cima, che vittoria.
L’ingegno non ha squadra
Non è brevettato.
Chi arriva arriva.
Ora,
Metti quella pietra nello zaino:
L’unica cosa che lasci
È l’impronta dell’insetto.
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