Le strisce pedonali

Quando vedi una cacca di cane sopra

Le strisce pedonali

Come fosse la scientifica

Forse è troppo presto per pensare.

E l’ubriacone mattutino che saluta il compagno di Torpigna,

La fantasia cinicizza… stereotipa.

Se la vena è chiusa

Meglio fare tabula rasa,

Come quando pesti con la ruota il tubo del benzinaio

E devi risalire in macchina e spostarti.

Entri al bar e caffè doppio:

Dio C’è.

Ora i dettagli, uuh che dettagli: si ruba con gli occhi

Si fa un bel calderone di immondizia:

I piccioni del parco vanno nutriti con il riso

Altrimenti poi si lasciano andare

E diventano i piccioni del Mac Donald

Senza piume senza zampe sporchi lebbrosi- famelici,

Disperati

Troppo tardi per fargli aprire il cuore

Piccioni senza anima

Non degni di compassione.

A quel punto indietreggio

Mi sorprendo

Mi sbraccio, mi guardo intorno stupito

Come fossi l’unico

Mentre ascolto

Le musiche belle

Che si appiccicano alla giornata giusta;

Da solo vivo l’angoscia energetica

Che si incastra in luoghi persi

Come il La nel diapason

Il fischio nel merlo.

Paroline dolci

Diventeranno indisciplinate lamentele

Al pressante e reggente,

Tempo tiranno

Grande conquistador …

Il palo all’entrata del ghetto

Ti lusinga con il suo sguardo morto

E la sigaretta a mo di sto qui per caso.

Fa la guardia a spiagge che nuotano nella fredda spazzatura

In questo anniversario

Mi accorgo infine del contrario

Tutto è insieme:

Una ruota panoramica

Contrassegna un’altro giro di boa.

A sera diamo da mangiare ai pesci

Patatine e popcorn.

Infine ci ridiamo su,

Salute, amore e papere.

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