Possibile sarebbe tutto:
Il quadro che si anima
La figura retorica che ti desidera
Una squadraccia di comprensione
Kalashnikov innamorati
Benzina in acqua
Arcobaleni a forma di cuore.
Crasi di sentimenti contrastanti
Si foderano di bruma marina
Oscurati nell’eterno desiderio freudiano.
Sulla cresta dell’onda
Si cerca terraferma
Si incontrano sabbie mobili:
La psicologia pop,
Dissimula contenuti dati a denti stretti
Passivi e/o aggressivi forse/solo
proto-empatici
Il motivo di questi denti stretti
Non meglio definito
Provocazione consapevolmente impronunciabile
Atta a ingrassare equivocità
Hai voglia contrastare,
Sono disperate le gesta di resistenza.
Il gusto autolesivo di destabilizzare i propri totem
Per apprezzare il riconquistarsi
Appropriandosi di un pizzico di vergogna
Come attimo frivolo
Nel tumultuoso susseguirsi dei processi emotivi
Scandagliare le combinazioni possibili – a memoria.
Poi annotiamo,
Attraverso le disgrazie altrui
Come fossimo posti auto
In attesa del nostro momento;
Quante ruote ci faranno sognare
Sfregandosi sulla nostra scorza.
Catene del passato, sicurezze,
Lucchetti, traiettorie subliminali.
Ci dovrebbero invigorire,
Ego, identità, cultura.
Ma cazzo dio puttana
Sto cercando il pulsante giusto
Nel buio della razza di bestie che siamo
Innescare una qualsivoglia bomba
Trito sfascio e rumino-
Il mio vigore-
Vento per le vele della gioia
Agli ordini del Sgt. Pepper!
Spezzo la pagnotta democristiana,
Un lazzaretto di ideologia,
Infermità calmierate.
Inondo baldanzoso un sordido pasto
Come aceto per le zucchine lesse
Cambio motivo cambio sapore
Secchiate di cuore
Gustate fredde
Terapia radio per
Metastasi semantiche:
ME NE FRIGO
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